Molto spesso, negli ultimi anni, tra gli esperti e i meno esperti del mondo digitale  si è sentito parlare in maniera più o meno ossessiva del fatto che:

Content is the king

Che detto tra noi non è un novità in senso temporale e tutto sommato non è neppure una gran scoperta. Ma come spesso accade le  strategie utilizzate precedentemente alla nascita del web vengono poi riutilizzate in maniera amplificata nel villaggio globale digitale. Tanto per intenderci la strategia del content marketing è stata utilizzata circa 117 anni fa dalla Michelin:

L’idea originale di una guida utilizzabile dal turista venne ad André Michelin, fondatore col fratello Edouard dell’omonima azienda francese di pneumatici, nel 1896. La prima pubblicazione ufficiale fu nel 1900, limitata al territorio nazionale.

La grande novità del villaggio globale è che questa strategia è applicabile anche nel super piccolo all’interno di un blog di nicchia in cui ci si rivolge ad un pubblico estremamente targettizato e per citare. Per citare un’altro importante Seth Godin:

“small is the new big”

Ma veniamo al punto altrimenti fare te citazioni in tre paragrafi si rischia di essere al di là della decenza.

Da dove nasce questa idea

Recentemente ho partecipato alla due giorni dello IAB forum a Milano 2016 e tra i vari interventi ho assistito ad una presentazione di AOL italia. La tematica era quella di rendere i contenuti da sponsorizzare sempre più nativi e indistinguibili dalla piattaforma propietaria. Semplicemente si cerca di rendere ADV sempre più uniforme rispetto al contesto, interrompendo tutta la politica fatta di interruzione e fuori tema caratteristica dalla pubblicità display/banner degli ultimi 20 anni della storia di internet.

l’assioma è molto semplice più il contenuto a livello di aspetto si integra con il contesto e più il contenuto segue la semantica generale più ci sono possibilità che quel singolo contenuto possa acquisire un valore per l’utente.

Cerchiamo di tradurre in soldoni: fare pubblicità invasive di gomme da neve invernali sul siti specializzati sul make-up femminile interrompendo l’esperienza dell’utente può non essere una strategia di marketing valida nel 2016. Molto più utile creare contenuti “nativi”

Il contesto vale di più del contenuto

In sintesi il titolo di questo articolo significa semplicemente che più il contenuto è inserito in un contesto di riferimento congruo e coerente più avrà valore per il nostro pubblico. Dobbiamo quindi cercare di creare nei nostri blog un ecosistema sempre più specifico e focalizzato in modo che questi tre punti:

  1. Contenuti
  2. Target di Riferimento
  3. Contesto

E’ necessario quindi  restringere sempre di più il nostro focus operativo di target, di contenuto mantenendo il giusto bilanciamento ed equilibrio di contesto sia nella strategia di creazione di contenuti sia in quella di utilizzo dei mezzi di marketing. Una cosa talmente semplice che spesso viene dimenticata sia in progetti grandi sia in quelli piccoli.

Il valore del contenuto non è misurabile come valore assoluto, ma acquisisce valore e pertinenza solo all’interno di una strategia in riferimento al luogo in cui è inserito e alle persone che a cui questo contenuto viene rivolto.

Possiamo anche scrivere il miglior contenuto di sempre ma se lo mettiamo nel contesto sbagliato e lo facciamo leggere al target sbagliato non avrà nessun valore.

l'importanza del contesto nei confronti del contenutolo scopo di questo articolo non è quello di andare a comprendere le nuove strategia di advertising online delle grandi multinazionali, ma nel nostro caso è di capire come applicare una corretta strategia di content marketing per i nostri blog aziendali.

 

 

Concludiamo in maniera perentoria dicendo che è meglio e cioè più efficace scrivere un contenuto mediocre ed inserirlo all’interno del giusto contesto rivolte al target corretto di riferimento che scrivere il miglior contenuto di sempre e metterlo nel contesto sbagliato.

Esempio pratico: scrivo un ottimo articolo sull’utilizzo corretto degli h1 e h2 per la SEO di un blog tematico e lo faccio leggere a ragazzi tra i 14 e i 18 anni che utilizzano solo snapchat e youtube. Quale pensiate sarà l’effetto?

Creo un banner fantastico per pubblicizzare il mio studio dentistico e lo sponsorizzo su adv display. Cosa succederà quando sarà visualizzato all’interno del sito per matricole universitarie?

Le risposte le lascio a Voi?

E con questa breve frase conclusiva ci salutiamo e ci rivedremo nel 2017

 

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